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Claudio Lolli Disoccupate le strade dai sogni[TnTVillage]

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Claudio Lolli Disoccupate le strade dai sogni[TnTVillage]

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Name:Claudio Lolli Disoccupate le strade dai sogni[TnTVillage]

Total Size: 45.87 MB

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Torrent added: 2009-08-24 01:29:57



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10 - I giornali di marzo.mp3 (Size: 45.87 MB) (Files: 10)

 10 - I giornali di marzo.mp3

2.79 MB

 09 - Da zero a dintorni.mp3

4.14 MB

 08 - Autobiografia industriale.mp3

6.51 MB

 07 - Canzone scritta sul muro.mp3

7.01 MB

 06 - Canzone dell'amore o della precarietà.mp3

2.38 MB

 05 - Attenzione.mp3

4.48 MB

 04 - Analfabetizzazione.mp3

5.50 MB

 03 - La socialdemocrazia.mp3

3.18 MB

 02 - Incubo numero zero.mp3

6.86 MB

 01 - Alba meccanica.mp3

3.02 MB
 

Announce URL: http://tracker.tntvillage.scambioetico.org:2710/announce

Torrent description

Claudio Lolli   Disoccupate le strade dai sogni[TnTVillage] preview 0

Ebbene sì, da qualche giorno, senza motivo e appena svegliato, avevo ripreso a canticchiare "l'alba si inventa una ruota a Torino...", un vecchio e semisconosciuto brano di Claudio Lolli intitolato "Alba Meccanica" e questo è stato un segnale chiaro che dovevo riprendere in mano le redini di un periodo iniziato moolto tempo fa (sospeso e mai interrotto... diciamo "assopito") su Claudio Lolli, oggi più o meno bistrattato e considerato "portatore sano di sfiga" da più parti (un po' alla Mia Martini).

Parto quindi col tentativo di rivalutare in parte l'opera di questo cantautore "minore" del panorama italiano, autore di quel di Bologna nato agli inizi del '50, politicizzato, desolato, nichilista e pessimista come pochi e inizio da questo album datato 1977 dal titolo tanto splendido quanto lungo e "maledettamente utopistico". Un album a dir poco storico, in tutti i sensi, dove alla parte letteraria per certi aspetti poetica e visionaria come poche, si aggiunge una composizione musicale varia e complessa che parte dal cantautorato classico ("Autobiografia industriale") e arriva alla jazz fusion ("Incubo numero zero") con intermezzi di marcette di paese ("La Socialdemocrazia") e con innesti free jazz (mancavano pochi anni agli anni '80 coi synth e lustrini vari). Un album "ricco" e musicalmente molto più vario dei colleghi Guccini, Vecchioni, Bennato che adottavano una formula-canzone abbastanza classica e stereotipata, dove la parte musicale era quasi marginale al messaggio vero e proprio. Con Lolli i canoni vengono stravolti e riformulati (grazie anche all'impegno dei migliori musicisti dell'epoca che parteciparono alle session apportando il loro contributo "nella massima libertà espressiva" come richiedevano i movimenti culturali dell'epoca).

Oltre l'aspetto prettamente musicale vorrei sottolineare la bellezza e la poesia di brani come "Analfabetizzazione" coi versi che recitano "La mia madre l'ho chiamata sasso, perchè fosse duratura si, ma non viva..."invenzione letteraria unica nel suo genere, senza parlare della musica, vera e propria partitura jazz di weatherreportiana memoria. O alla bellissima "Canzone scritta su un muro" o "Da zero e dintorni"... brani unici e mai come in questo caso "leggendari" che ci restituiscono degli acquarelli ancora nitidi e vivi di un periodo importante e di grande-rottura come il '77 che, volenti o nolenti, proseguì i discorsi mai affrontati del '68 e creando, con la lotta armata e gli scontri sociali dell'epoca, una frattura insanabile con la società civile che dovette subire e, lentamente accettare, la rivoluzione culturale del movimento studentesco di allora ("La Socialdemocrazia"): incredibile invece l'attualità di un brano come "Autobiografia Industriale" che contesta lo squallore e le strategie commerciali di una Major discografica (la EMI di allora) di fronte ad un misconosciuto cantautore (Lolli stesso) refrattario ai compromessi ma comunque da lanciare nel mercato discografico. Sigh, sono passati più di 30 anni ma il brano potrebbe essere scritto adesso. Viceversa, adesso brani così "complessi" e musicalmente inclassificabili difficilmente potrebbero essere mai composti da un cantautore italiano (e sottolineo italiano, anche se, ad esempio, i vari Marco Parente & C. si stanno dimostrando all'altezza ma è una piccola eccezione che conferma la regola...): si direbbero oggi "poco commerciali, pochi ritornelli, poco fruibili dalle radio".

Insomma, la domanda è: eravamo noi "troppo esigenti" ALLORA o la nostra "domanda" OGGI si è drammaticamente ridimensionata? Ai posteri l'ardua sentenza. (http://www.debaser.it/recensionidb/ID_6889/Claudio_Lolli_Disoccupate_le_strade_dai_sogni.htm)

* * Alba meccanica
* * Incubo numero zero
* * La socialdemocrazia
* * Analfabetizzazione
* * Attenzione
* * Canzone dell'amore o della precarietà
* * Canzone scritta su un muro
* * Autobiografia industriale
* * Da zero e dintorni
* * I giornali di marzo

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