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I Miti Del Calcio Marco Van Basten,XviD Calcio ITA AC3TNTVillage scambioetico org

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 I Miti Del Calcio Marco Van Basten.avi

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I Miti Del Calcio - Marco Van Basten, [XviD - Calcio - ITA AC3] [Tntvillage.Scambioetico]

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I Miti Del Calcio - Marco Van Basten

by Zek

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- Specifications of the sport event -

Dati Anagrfici:

Nome: Marco van Basten (all'anagrafe Marcel van Basten)
SoprYearsmi: San Marco, Cigno di Utrecht, L'Airone, Olandese Volante, Vanbagol, Forno per i gol
Nato: 31 ottobre 1964, Utrecht (Paesi Bassi)

Carriera:

[font=Courier]Van Basten comincia a calcare i campi di calcio ad appena sei anni quando il padre, ex calciatore e campione d'Olanda nel 1958, lo affida ai tecnici della squadra di casa, l'Elinkwijk, affinché lo svezzino.
Già a 15 anni, il suo talento inizia ad essere notato da diversi tecnici, fra i quali Leo Beenhakker che cerca invano di ingaggiarlo nel Feyenoord. Un Years dopo, van Basten si mette in luce al grande calcio, debuttando con la nazionale giovanile olandese in un torneo Juniores e trascinandola a suon di gol sino alla finale, vinta tra l'altro contro l'Italia con tre suoi gol. Ormai i tempi sono maturi per il grande salto e van Basten ha tre possibilità di scelta: giocare nell'Utrecht, ex squadra del padre, nell'Eindhoven o nel Feyenoord di Beenhakker. Ne sceglie invece una quarta, l'Ajax del "profeta" Johann Cruijff che diventerà il suo mentore.

Nell'Ajax, il giovanissimo van Basten brucia letteralmente le tappe: fà il suo esordio in prima squadra il 3 aprile 1982, ad appena 17 anni; è proprio Cruijff a volere in campo il suo pupillo ed è proprio lui a fargli posto in campo, in quello che a posteriori sarà considerato un vero e proprio passaggio del testimone. Il resto è storia: Marco non perde tempo e si presenta subito con un gran gol al NEC Nijmegen. Nei due anni successivi van Basten gioca, segna e cresce con sempre maggior continuità, passando dalle 9 reti in 20 presenze dell'1982/83 all'esplosione definitiva della stagione 1983/84 quando, ad appena 19 anni, segna 28 volte su 26 gare di campionato, laureandosi capocYearsniere. La stagione seguente, la scena si ripete: l'Ajax è di nuovo campione d'Olanda e van Basten è il cYearsniere principe con 22 realizzazioni. Ancora meglio la stagione 1985/86, quando, con ben 37 gol in 26 partite, si laurea per l'ennesima volta capocYearsniere, vincendo la Scarpa d'oro e contribuendo al successo dei lancieri in Coppa d'Olanda. Ma il 1986 segna anche l'inzio dei suoi guai fisici: è colpito da epatite virale e deve fermarsi tre mesi; a dicembre, nel corso di Groningen-Ajax, esce malconcio da un tackle e si infortuna alla caviglia destra. Continua a giocare ma alla fine deve arrendersi e farsi operare in Svizzera. Torna in campo 3 mesi più tardi, giusto in tempo per decidere con un suo gol la finale di Coppa delle Coppe tra Ajax e Lokomotive Lipsia e chiudere il campionato con l'ennesimo primato nella classifica dei bomber. Sono le ultime gare di Marco con la maglia della formazione biancorossa: il nuovo Milan di Silvio Berlusconi, che già da tempo gli aveva messo gli occhi addosso, ha intenzione di puntare su di lui per aprire un nuovo ciclo di vittorie e decide di acquistarlo nel dicembre 1986.

Marco van Basten arriva nell'estate del 1987 al Milan, che lo ha ingaggiato per meno di 2 miliardi di lire. Con la maglia rossonera, si presenta subito al suo nuovo pubblico, segnando un gran gol alla prima uscita in Coppa Italia contro il Bari. Segue il debutto in campionato a Pisa, anch'esso bagnato da un gol, ma i guai fisici tornano e arriva anche il primo stop: l'altra caviglia di Marco inizia a dar problemi dopo il match di Coppa UEFA contro l'Espanyol. Si fa così nuovamente operare e il Milan lo perde per 6 mesi. Quando torna in campo, trova la sua squadra lanciata alla rincorsa del Napoli, in tempo per segnare i gol decisivi contro l'Empoli a San Siro e contro la squadra di Maradona, nell'importantissima gara giocata e vinta al San Paolo, che praticamente consegna lo scudetto alla squadra di Sacchi.

La stagione 1988/89 segna, oltre al ritorno dei rossoneri in Coppa Campioni dopo 9 anni, l'esplosione del campione olandese con la maglia rossonera. Marco, bersagliato nella sua prima stagione dagli infortuni, esplode con 32 gol ufficiali: 19 in campionato e 9 in altrettante gare in Coppa Campioni, che ne fYears il grande protagonista della cavalcata del Milan verso la coppa e lo portano a vincere il Pallone d'oro '88. Tra i momenti da incorniciare in Europa, il poker nei sedicesimi di finale contro il Vitocha Sofia, il gol decisivo nella drammatica sfida di Belgrado contro la Stella Rossa, lo splendido colpo di testa "a volo d'angelo" su cross di Tassotti contro il Real Madrid, una vera perla d'autore replicata da un altro gran gol nel 5-0 del return match del Meazza e la doppietta nella finale contro la Steaua Bucarest. A novembre, un suo gol al Barcellona contribuisce alla conquista della Supercoppa Europea. A dicembre, subito dopo la conquista della Coppa Intercontinentale, van Basten stravince il secondo Pallone d'oro consecutivo, affiancando nell'albo d'oro del trofeo campioni storici del calibro di Franz Beckenbauer e Kevin Keegan.
All'inizio della successiva stagione, van Basten viene di nuovo operato, stavolta al menisco: rientrerà oltre 2 mesi dopo. In campionato, vinto al fotofinish dal Napoli proprio ai danni del Milan, Marco realizza ancora 19 reti che stavolta gli valgono il primo titolo di capocYearsniere in Italia. È però ancora in Europa che Marco e il Milan dominano. Dopo un cammino non agevole ma vincente, la squadra di Sacchi raggiunge una nuova finale grazie anche alle reti, tutte decisive, del suo centravanti (contro Real Madrid, Mechelen e Bayern Monaco). È il 23 maggio quando i rossoneri incontrano il Benfica al Prater di Vienna per l'atto conclusivo della Coppa Campioni. Le squadre stanche si studiano e non rischiano, c'è bisogno di un colpo di genio, di un numero imprevedibile che sconvolga i tatticismi dei due tecnici, Sacchi ed Eriksson. Non può che essere Marco a compierlo, con un'apertura illuminante di prima intenzione a liberare Frank Rijkaard verso il gol decisivo che regala la seconda Coppa Campioni consecutiva.

il Milan conquista ancora la Supercoppa Europea e l'Intercontinentale, ai danni dei paraguaiani dell'Olimpia Asunción. In questa occasione, van Basten dà spettacolo agli occhi del mondo con incantevoli giocate e, pur non comparendo nel tabellino dei marcatori, gioca una delle più belle partite di sempre: ispira con numeri d'alta classe tutte le azioni più pericolose tra cui quelle che portano ai gol di Stroppa e Rijkaard. In particolare quest'ultimo nasce da un magnifico pallonetto di Marco scoccato da fuori area dopo aver dribblato un avversario ed essersi mantenuto in precario equilibrio: la traiettoria a scendere si stampa sul palo e Rijkaard può insaccare comodamente di testa. Ma qualcosa all'interno del gruppo si è rotto e la notte di Marsiglia ha portato la fine del ciclo di Sacchi. Come se non bastasse, voci insistenti parlano di uno scontro tra Sacchi e van Basten e la società si ritrova a dover decidere su un presunto aut-aut la cui origine è difficile da localizzare. Resta il fatto, che la convivenza tra i due non pare più possibile. Più che a parole, Marco risponde sul campo con una tripletta al Bologna alla terzultima giornata. A fine stagione, la società prende la sua decisione: ad andarsene, sarà Arrigo Sacchi.

Nella stagione 1991/92 a Sacchi subentra Fabio Capello. Con lui, van Basten e compagni riaprono un nuovo grande ciclo, quello degli Invincibili. Il centravanti inizia con un gol ad Ascoli alla prima giornata e prosegue con una marcia realizzativa inarrestabile che lo porta a conquistare nuovamente il titolo di capocYearsniere con 25 realizzazioni, una quota che mancava in serie A da ben 26 anni. Tra i momenti più esaltanti della cavalcata del Milan e di Marco verso lo scudetto, il solito gol nel derby, l'assist e la prodezza aerea contro il Napoli nel 5-0 finale a Milano, le triplette con Foggia, Cagliari e Atalanta (quest'ultima nell'arco di 6 minuti). L'ennesimo primato individuale conquistato e la forza indiscutibile della squadra di Capello, concorrono a rafforzare l'ipotesi di una candidatura di Marco van Basten alla conquista di un clamoroso Pallone d'oro, il terzo della sua carriera.

Nel dicembre del 1992 van Basten vive forse il punto più alto della sua carriera con la conquista del terzo Pallone d'oro, pochi giorni dopo una memorabile prestazione in Champions League contro il Göteborg a cui rifila 4 reti, tra le quali una in rovesciata che rimarrà negli annali del calcio. L'olandese aveva iniziato alla grande anche il campionato 1992/93 e nelle prime 5 giornate era già andato a segno 8 volte, quasi sempre con gol di notevole fattura. L'ultimo exploit di Marco nel campionato italiano, è quello realizzato al San Paolo di Napoli, uno stadio portafortuna, l'8 novembre '92. Il Milan vince 5-1 e quattro di questi gol sono suoi. Circa un mese dopo, sarà nuovamente riconosciuto a parere unanime come il miglior calciatore in Europa e a Parigi gli verrà consegnato il Pallone d'oro, il terzo della sua formidabile carriera. Giunto dunque al punto più luminoso della sua storia, van Basten deve ricominciare a combattere inutilmente con gli ormai noti guai alla caviglia.

A dicembre, infatti, il giorno seguente alla consegna del Pallone d'oro, van Basten decide di recarsi a St. Moritz per farsi operare: la prognosi è di due-tre mesi ma la situazione si complica e il centravanti resta fermo per 4 mesi e mezzo. Rientra solo a fine aprile nella trasferta di Udine subentrando dalla panchina ma giocando praticamente a scartamento ridotto e con dolori continui all'articolazione. Appena una settimana dopo, in Ancona-Milan, segna il suo ultimo gol in carriera con un imperioso stacco di testa. Disputata, contro la Roma, l'ultima partita in campionato della sua carriera, Marco viene tenuto a riposo per poter essere presentato al meglio nella finale di Champions League contro l'Olympique Marsiglia. Ma già alla vigilia, l'attaccante confessa di poter garantire appena il 70% del rendimento. Il proposito è quello di partire più da lontano e sferrare il colpo risolutore; l'occasione ci sarebbe, ma il portiere Barthez ha spesso la fortuna dalla sua. Il resto è cosa nota. Un gol di Boli alla fine del primo tempo consegnerà la coppa ai francesi, mentre per van Basten quella gara sarà l'ennesimo, ultimo calvario: i francesi, consci della sua pericolosità, si accaniscono sistematicamente su di lui con contrasti violenti, spesso sulla caviglia dolorante. Lui resta in campo per aiutare la squadra, ma le sue condizioni sono allo stremo: Marco si arrende a 5 minuti dalla fine e con lui il Milan, ma la vera sconfitta è che non lo si rivedrà mai più in campo.
Nel giugno del 1993, van Basten si sottopone al quarto intervento chirurgico alla caviglia: da qui in poi, trascorrono due anni nel tentativo di recuperare la piena efficienza fisica. Marco, che nel frattempo non perde occasione per seguire la squadra dalla tribuna, fa l'impossibile appoggiato anche dalla società che non si rassegna a considerarlo un ex ormai destinato al ritiro. Ma la situazione è ormai seriamente compromessa, i tempi di recupero vengono continuamente allungati e la data del rientro è solo un obbiettivo vagamente illusorio. Quando si riaggrega al gruppo per la preparazione estiva dell'estate del 1995, in molti tornano malinconicamente a sperare nel suo ritorno ma pochi giorni dopo, il cigno prende la sua decisione definitiva: non giocherà mai più a calcio. Ai microfoni, durante la conferenza stampa in cui dà l'annuncio, rivela: "Una settimana dopo l'inizio del ritiro ho fatto tutti i lavori con il gruppo, ma avevo troppi dolori. Così sono andato in Belgio, ho parlato con il dottor Martens e lui mi ha spiegato la situazione della caviglia e mi ha consigliato di smettere". Si chiude così, ad appena 29 anni, la carriera di quello che a tutt'oggi è ancora da molti considerato uno dei più grandi, se non il più grande, centravanti nella storia del calcio moderno.[/font]

PALMARES:
- 3 SCUDETTI (AJAX)
- 3 COPPE D’OLANDA (AJAX)
- 1 COPPA COPPE (AJAX)
- 4 SCUDETTI (MILAN)
- 4 SUPERCOPPE ITALIANE (MILAN)
- 3 COPPE CAMPIONI (MILAN)
- 2 COPPE INTERCONTINENTALI (MILAN)
- 3 SUPERCOPPE EUROPEE (MILAN)
- 3 VOLTE PALLONE D’ ORO (1988-1989-1992)
- 6 VOLTE CAPOCYearsNIERE (4 IN OLANDA E 2 IN ITALIA)
- 1 FIFA World Player (1992)
- 1 Scarpa d'Oro (1986)
- 1 CapocYearsniere campionato Europeo (1988)
- 1 Miglior giocatore del Campionato Europeo (1988)
Visit the YouTube link: Gol in Rovesciata
- Specifications -

[ Info sul file ]

Nome: I Miti Del Calcio - Van Basten - La Gazzetta Dello Sport.avi
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Rapporto generato da AVInaptic (23-09-2007) in data 25 set 2007

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dalle 9 alle 22 circa, 15/20 Kbps

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