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Il viaggio di G Mastorna, detto FernetJPG ITA Tntvillage Scambioetico

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Name:Il viaggio di G Mastorna, detto FernetJPG ITA Tntvillage Scambioetico

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- Dati -

Title: Il viaggio di G. Mastorna, detto Fernet
Nazionalità: Italia
Data: 1992
Genre: cinema
Editore: CIAK RACCONTA SUPPL. AL N.9/92
Pages: 29
Format:: JPG

- Plot -

Dopo la felice esperienza di Viaggio a Tulum, Fellini decise di continuare la collaborazione artistica e fumettistica con Milo Manara e fare Il viaggio di G. Mastorna, altro copione cinematografico, scritto insieme a Brunello Rondi e Dino Buzzati nel 1965, e definito "il film non realizzato più famoso del mondo"(Vincenzo Mollica).

Fellini diede forma fumettistica al soggetto e alla sceneggiatura, con alcune variazioni rispetto alla storia originale. Disegnò anche lo storyboard della prima parte, con indicazioni sugli scenari, le ambientazioni, i mobili, i costumi e le facce dei personaggi. Mastorna avrebbe avuto la faccia di Paolo Villaggio. Come tocco finale Fellini decise di allungare il Title: Il viaggio di G. Mastorna, detto Fernet, che è un tipico nome da clown.

"Il viaggio di G. Mastorna, detto Fernet è sempre un film, solo che a fumetti. Le matite, gli inchiostri di china, le mezzetinte, i pennelli dell'amico Manara sono l'equivalente delle scenografie, dei costumi, delle facce degli attori, degli arredamenti e delle luci con i quali racconto le mie storie nei film. Con un ragguardevole vantaggio in più: che forse costano un po' meno. E a voi, cari spettatori, che andate sempre di meno al cinema, auguro buona lettura e buon divertimento. Se poi vi decideste - e mi auguro che accada - di tornare al cinema, non escludo che Mastorna Fernet riappaia sul grande schermo".

La storia comparve sulla rivista "Il Grifo" nel 1992 e avrebbe dovuto svilupparsi fumettisticamente in tre puntate, ma si concluse alla prima. Giuseppe Mastorna è un violoncellista che si trova in volo su un aereo, in mezzo a una tempesta di neve. Dopo un atteraggio d'emergenza e alcuni prodigi che gli capitano sotto gli occhi, Mastorna viene accompagnato in un albergo. Salito nella sua camera accende il televisore e una giornalista dà la notizia di un disastro aereo senza superstiti. L'annuncio è dato in tedesco, lingua che Mastorna non capisce, fatto sta che per lui è già cominciato il viaggio nell'aldilà. Le puntate successive avrebbero dovuto raccontare questo viaggio, ma tutto finì perché una mattina Fellini ricevette una telefonata dal suo amico scrittore ErmYears Cavazzoni che si complimentava per la storia aggiungendo che trovava il finale davvero sorprendente e perfetto. Va spiegato che per una svista, alla fine della storia era venuta fuori la parola "Fine" e non "Fine della puntata", come avrebbe dovuto essere e considerando il valore scaramantico che Fellini attribuiva a questi segni, si capisce perché la storia non sia andata avanti, così come il film non è mai stato realizzato per una serie impressionante di disguidi, contrattempi, incidenti, o per la semplice impossibilità dell'autore.

" Se per cortesia, per stanchezza, per amicizia, o per vanità mi mettessi a chiacchierare sul Mastorna e dicessi che ancora una volta è un viaggio, immaginato, sognato, un viaggio nella memoria, nel rimosso, in un labirinto che ha un'infinità di uscite, ma solo un'ingresso e quindi, il vero problema non è uscire, ma entrare, e spudoratamente continuassi a snocciolare definizioni e proverbi, non credo riuscirei a suggerire il senso del film, che io per primo non so cos'è. E' il sospetto di un film, l'ombra di un film, forse anche un film che non so fare".

Fonte: http://www.fellini.it/viaggiomastorna.shtm

- Biography di Federico Fellini -

Federico Fellini è nato a Rimini il 20 gennaio 1920 ed è morto a Roma il 31 ottobre del 1993.
La famiglia d'origine è piccolo-borghese: la madre Ida Barbiani, romana, è casaligna e il padre, Urbano, che proviene da Gambettola, è rappresentante di commercio, soprattutto di generi alimentari.

Fellini frequenta il liceo classico della città e comincia a fare i primi piccoli guadagni come caricaturista: il gestore del cinema Fulgor gli commissiona ritratti di attori celebri da esporre come richiamo. Nell'estate del 1937 Fellini fonda, in società con il pittore Demos Bonini, la bottega "Febo", dove i due eseguono caricature di villeggianti.

Durante il 1938 sviluppa una sorta di collaborazione epistolare con giornali e riviste, come disegnatore di vignette: la "Domenica del Corriere" gliene pubblica una dozzina nella rubrica "Cartoline dal pubblico", mentre con il settimanale fiorentino "420" il rapporto diventa più professionale e prosegue fino ad accavallarsi con il primo periodo del "Marc'Aurelio".

In questi anni Fellini vive già stabilmente a Roma, dove si è trasferito nel gennaio 1939, con la scusa di iscriversi a giurisprudenza.
Fin dai primi tempi, frequenta il mondo dell'avanspettacolo e della radio, dove conosce, fra gli altri, Aldo Fabrizi, Erminio Macario e Marcello Marchesi, e comincia a scrivere copioni e gag.

Alla radio incontra, nel 1943, anche Giulietta Masina che sta interpretando il personaggio di Pallina, ideato dallo stesso Fellini, nella commedia Le avventure di Cico e Pallina: nell'ottobre di quell'Years i due si sposano.

Da http://www.federicofellini.it/


- Biography di Milo Manara -

Milo Manara nasce a Luson, in provincia di Bolzano, nel 1945.
All’inizio si dedica alla pittura e alla pubblicità, poi nel 1969 esordisce come disegnatore di Genius, una serie noir che sfrutta il successo di classici del genere come “Satanik”, o “Kriminal”.
In seguito si cimenta su “Jolanda”, fumetto softcore, e “Telerompo”, mensile satirico.
Dopo questo lungo apprendistato approda al Corriere dei Ragazzi, dove, in mezzo a moltissimi “liberi”, disegna su testi di Mino Milani una serie di processi a grandi personaggi della storia.
La svolta è nel 1976. Abbandona i fumetti per ragazzi, e su Alter, mensile di fumetti sperimentali associato a Linus, pubblica la sua versione di un classico della letteratura cinese, “Lo scimmiotto” (su testi di Silverio Pisu).
Nel 1978 per la rivista francese "A Suivre" crea il personaggio di Giuseppe Bergman, che riutilizzerà più volte nel corso degli anni, spostandolo da un capo all’altro del pianeta.
Gli anni ’80 lo vedono artista ormai affermato, tuttavia la consacrazione ad autore di culto si ha con ”Il gioco”, una storia che parla di una macchina capace di trasformare qualsiasi donna in una ninfomane scatenata.
Il gioco avrà edizioni popolari, di lusso, tre seguiti, e addirittura l’onore di diventare un film, prodotto in Francia.
Manara ormai è un autore cult. E’ conosciuto in tutto il mondo. La Francia lo considera uno dei disegnatori più importanti del mondo.
Anche il mercato americano, notoriamente restio ad accettare autori da fuori, deve riconoscere la sua bravura.
La sua predilezione per il genere erotico però gli sbarra la strada a lavori oltreoceano. Una delle pochissime collaborazioni con case editrici americane sarà la copertina per la variant version di “Verotik Illustrated 3”, dove Manara da’ la sua versione dei personaggi della casa editrice di Glenn Danzig.
Inutile dire che l’albo in questione è introvabile, ed ha raggiunto quotazioni allucinanti nel mercato dei collezionisti.
Manara a un certo punto ha deciso di fare tutto da solo, testi e disegni, e a parte due proficue collaborazioni con Hugo Pratt che portarono alla realizzazione di “Tutto ricomincio un’estate indiana”, e “Il Gaucho”, da anni è lui a scrivere i testi delle sue storie.
La critica spesso ha detto che le storie di Manara in realtà non esistono, ma sono solo pretesti più o meno velati per esibire le nudità delle sue protagoniste. Lo stesso Manara in più di un’occasione ha mostrato il fianco a queste accuse, affermando che secondo lui la sincerità tra autore e lettore doveva spingersi fino al punto di offrire al lettore quel che si è realizzato, senza preoccuparsi di “rifinire” il proprio lavoro. Se sono riuscito a fare questo, ti do questo. Punto.
Qualcuno invece diceva che il dovere di un autore è di offrire dei prodotti validi, non quello che esce in prima battuta dalla mente o dalla matita, punto e basta.
E che una maggiore revisione e controllo delle sceneggiatore male non gli avrebbe fatto. Ma le chiacchiere stYears a zero.
Manara è uno degli autori più famosi, se non il più famoso, presente sul mercato. Lui viaggia su un altro livello.
Non a caso è l’unico autore italiano che pubblichi i suoi volumi quasi esclusivamente per la Mondadori, ossia la casa editrice più grande del paese.
E il pubblico lo segue, anche se le storie non sono proprio questi capolavori. Manara piace perché è un erotismo raffinato.
Un po’ come quando Playboy divenne uno status symbol per l’intellighenzia radical-chic americana.
Sì, sono donne nude, ma sono disegnate tanto bene.

Da http://www.lamansardadimiele.org/Manara.htm


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