Drama

[DivX Ita Mp3 Sub Eng]Kids Return Takeshi Kitano[TNTVillage org]

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[DivX Ita Mp3 Sub Eng]Kids Return Takeshi Kitano[TNTVillage org]

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Name:[DivX Ita Mp3 Sub Eng]Kids Return Takeshi Kitano[TNTVillage org]

Total Size: 737.14 MB

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Last Updated: 2013-03-21 07:23:08 (Update Now)

Torrent added: 2009-09-02 04:34:46




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Kids Return.avi (Size: 737.14 MB) (Files: 2)

 Kids Return.avi

737.10 MB

 Kids Return.srt

40.73 KB
 

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Torrent description

Divx 576 x 320
Mp3 160 KBps Italian
English External Sub


:::->SCREEN<-:::

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Kids Return

by Logansan
Releaser Originale : Mocia

Kizzu ritân (1996)
Genere: Drama
Durata: 107 min
Riconoscimenti: 13 wins & 1 nomination
Regia: Takeshi Kitano
Sceneggiatura: Takeshi Kitano
Fotografia: Katsumi Yanagijima
Cast: Ken Kaneko Masanobu Ando Leo Morimoto Hatsuo Yamaya Michisuke Kashiwaya Mitsuko Oka Yûko Daike Ryo Ishibashi Susumu Terajima Moro Morooka Peking Genji Atsuki Ueda Kôtarô Yoshida Koichi Shigehisa Kyôsuke Yabe Yoshitaka Ôtsuka Masami Shimojô Kazuki Oh Shintarô Hasegawa Kanji Tsuda Yojin Hino Ren Ôsugi Baiken Jukkanji Koji Koike Hirokazu Inoue Emiko Onda Hajime Tanimoto Romu Kanda Motoharu Tamura Koji Kitakawa Satoru Abe Makoto Ashikawa Takeshi Azuma Kentarô Fuchigami Takashi Hagino Sei Hiraizumi Hikaru Ishii Koichi Ito Kojun Ito Go Itsukita Jiro Kagoshima Yuji Kato Akihiro Katsumata Hiromi Kikai Naoki Kindo Kensuke Kokubu Kinya Kotame Yoshinori Kumakawa Seiji Kurasaki Shoichi Kurata Riba Matsumi Matsumoto Kozo Matsumoto Kyohei Mita Masanobu Miura Akihito Miyanoshita Kankuro Miyauchi Shintarô Mizushima Natsumi Morisawa Yoshiyuki Morishita Hiroyasu Murakami Akiyoshi Nakamura Manabe Naoke Akihiro Nara Jun Narasaki Taiji Nerimoto Daisuke Nishimura Kenji Nishiumi Hideatsu Ogawa Hiroshi Oizumi Nobumitsu Onishi Nishikawa Kazuhiro Osada Toshiya Osawa Seiji Saito Yasushi Sakamaki Tokuji Sakamoto Kenichiro Samejima Yoshiko Sekino Kazuyuki Senba Go Sugawara Junbo Sugito Mineo Sugiura Eiji Takahashi Mamoru Takahashi Masaru Takahashi Mitsuhiro Takahashi Genki Takayama Yuya Takayama Koichi Takeuchi Hajime Taniguchi Mitsunori Terawaki Takao Toji Norio Tokizaki Hideki Toku Takashi Toyama Masato Ushio Man Yamazaki Yoshitaka Yanagita Hirotomi Yoshino
Produzione: Masayuki Mori
Colonna Sonora: Joe Hisaishi
Montaggio: Takeshi Kitano


:::->IL REGISTA<-:::
Takeshi Kitano conosciuto anche come Beat Takeshi (B?to Takeshi) (Tokyo, 18 gennaio 1947) è un regista, sceneggiatore e attore giapponese, nonché presentatore televisivo, scrittore e pittore.
La sua prima esperienza artistica risale al 1973 al Français, un locale di spogliarello di Asakusa, dove impara la danza, la recitazione e tutto il teatro satirico classico giapponese Kitano stesso racconterà questa sua esperienza formativa nel libro autobiografico Asakusa Kid, uno dei suoi tanti romanzi, dal quale è stato anche tratto un film omonimo, così come gli servirà da ispirazione per il suo film Kids Return. Una volta abbandonato il Français, Kitano ed un suo amico, Kaneko Kiyoshi, formano il gruppo chiamato Two Beats.
Dopo una gavetta nel mondo del cinema, Kitano viene scritturato per il ruolo da protagonista in Violent Cop. Per motivi non specificati, il regista rinuncia alla regia, e Kitano chiede alla produzione di potersi cimentare lui. Alla sua uscita nelle sale giapponesi, nel 1989, il film passa quasi inosservato.
Il suo film successivo come regista ed attore è Boiling Point del 1990. Nel film si ritrovano in nuce tutti quegli elementi che diverranno tipici di Kitano: le immagini presentate come veri e propri quadri multicolori, lo scorrere lento della storia per poi precipitare in picchi di azione, ma soprattutto l'umorismo irresistibile di alcune situazioni comiche poste in momenti strategici del film, quando cioè sono inaspettate.
Nel 1991 è la volta di Il Silenzio SUl Mare: i due protagonisti del film sono sordomuti, ma questa disabilità non crea loro problema nella vita quotidiana: l'unica sofferenza è di non poter sentire il rumore del mare. L'opera vince il premio come miglior film del Kinema Junpo Awards e del Blue Ribbon Awards.
Il suo film seguente,Sonatine nel 1993, nasconde sotto l'aspetto di film sulla Yakuza un film profondamente "ludico". Alla cruda violenza delle scene da gangster movie, Kitano contrappone la fanciullesca spensieratezza dei giochi inventati ed eseguiti sulla spiaggia dai vari personaggi.
Il 2 agosto 1994 il regista è vittima di un violento incidente motociclistico, a causa del quale dovrà subire un pesante intervento di chirurgia estetica al volto, il quale contribuirà a rendere particolarissima la sua espressività. Durante la lunga convalescenza, Kitano si appassiona alla pittura, dipingendo molte delle opere che si possono vedere nel suo film Hana-bi - Fiori di fuoco.
Nel 1995 gira Getting Any Il film è un insieme di gag comiche tenute insieme da un labile filo conduttore, girato con pochi mezzi e quasi senza sceneggiatura. Ogni genere cinematografico giapponese viene ridicolizzato in quest'opera.
Nel 1996, dopo la convalescenza dall'incidente motociclistico, Kitano ritorna al cinema con Kids Return (Kidzu ritan), il cui titolo, secondo alcuni[senza fonte], ammicca proprio al ritorno del regista. Il film è una rielaborazione di esperienze di vita vissuta del regista, le stesse esperienze che anni dopo raccoglierà nel libro Asakusa Kid.
Il film ritorna alle atmosfere di Boiling Point - I nuovi gangster e di Sonatine, ma allo stesso tempo è diverso da entrambi: Kitano ha ammesso di non voler fare mai film simili [senza fonte], perché altrimenti gli parrebbe di ingannare il pubblico. L'attore protagonista Masanobu Ando, che interpreta Shinji (l'alter ego di Kitano), viene premiato dal Blue Ribbon Awards, Hochi Film Awards, Kinema Junpo Awards e dal Mainichi Film Concours, mentre in Europa il film viene presentato al Festival di Cannes nella sezione Quinzaine des réalisateurs.

:::->TRAMA e RECENSIONI<-:::
Studenti sfaticati, dediti a far scherzacci ai professori, taglieggiare i compagni, andare a zonzo, Masaru e Shinji si danno alla boxe: mentre il primo rinuncia presto per far carriera in una banda di yakuza senza riuscirci, Shinji ha talento, ma lo spreca. 6ª regia di T. Kitano e la 1ª dopo il grave incidente di moto occorsogli nel 1995, è uno dei suoi film più sgradevoli per lo sguardo freddo con cui descrive la povertà umana dei personaggi giovani e adulti, e uno dei meno riusciti per una certa prolissità nella 2ª parte, dovuta anche a errori di sceneggiatura di cui fa le spese specialmente Shinji. Il suo merito maggiore è il realismo puntiglioso con cui descrive gli allenamenti in palestra e i trucchi sporchi degli allenatori. La scrittura registica è inconfondibile, ma sembra svogliato o troppo arrabbiato lo sceneggiatore.
"Il Morandini"

Sembrano girate da Antonioni le tante sequenze raccordanti l’uscita di campo in un quadro con il campo vuoto del quadro successivo o le forti ellissi temporali nell’apparente continuità della sequenza; o ancora, ma si potrebbe attribuirli anche alla pratica fumettistica, appaiono come false soggettive immediatamente stranianti quei piani fissi e frontali che fissano le espressioni, specie se sgomente, dei personaggi.
Questi elementi articolano le scelte di un’istanza enunciatrice estremamente distaccata, quasi sorda alle armoniche della scena, proprio destinata a fondare una individualità sospesa nel tempo della ciclica ineluttabilità della marginalità; ed è questa visione straniante di un’umanità insieme dolcemente vitale, (come si rende palese nel cammeo del clochard che vede passare i ragazzi che si allenano alla boxe o tutto il mondo dei desideri degli studenti), e rigidamente costretta nelle maglie della società giapponese precedente alla recessione, a determinare quell’affabulazione astratta e splendidamente nichilistica che ritorna negli altri film dell’autore.
La macchina da presa inoltre misura il movimento con una compostezza che sembra doppiare il linguaggio di Ozu alla luce della modernità delle nouvelles vagues, certo suggerendo un fenomeno di colonizzazione culturale, ed evitando un rapporto semplicemente illustrativo tra colonna ottica e sonora; anzi proprio in alcune camera-car che preludono all’unica sconfitta irreversibile del film, (quella del taxista morto per aver prolungato i propri orari lavorativi, su raccomandazione del proprio superiore, ben oltre le proprie capacità), le voci piovono sulle spalle ed il berretto intravisti dietro lo schienale con un’algida attenzione che dichiara anche tutta la solitudine del giovane schiacciato dall’economia di mercato, reinventando del resto un altro stilema antonioniano.
Anche le moltiplicazioni delle traiettorie dei personaggi secondari vanno ad immergere lo spettatore, più che nella coralità sociologica della vicenda, in una costante possibilità dell’espressione della ciclicità del tempo, allargando sempre più i confini dello spazio delle storie virtuali e compresenti, quindi in una pragmatica del raccontare ancora antonioniana ma insieme anche sottilmente naturalista.
I due giovani comici garantiscono una temporalità organica, grazie alla loro esclusione dalla trappola della ciclicità sociale, rendendo compresenti tutti i momenti del racconto e tutti i contenuti nella risata che strappano al pubblico, che è anche l’ulteriore sintomo di un’estraneità irriducibile del singolo rispetto gli altri, tutti catturati nella stessa commedia umana; ma quello che potrebbe essere il finale viene riallargato con un’ansia, che, se non per chiarezza narrativa, corrisponde agli eccessi germiani specie nella pateticità che esplicita quando pure si era già rimato il primo quadro del film.
In questa grande giostra della vita in cui ogni personaggio recupera filogeneticamente gli errori di chi lo ha preceduto avremmo potuto sentire anche un motivo circense di Rota, invece con la medesima dinamica del ritornello troviamo un brano di ispirazione minimalista e radicalmente digitalizzato che ricontestualizza precisamente le curve della spirale descritta dai personaggi: l’ineluttabilità è anche quella della presenza minimalista e modaiola della musica nel film, sono infatti le ripetizioni rimanti a favorirne l’impiego, ma purtroppo scivolando verso l’insignificante musicale, quando dovrebbe essere un elemento di massima eversione filmica, e così, sospettosamente, ci troviamo a canticchiarla in sala.
Il campo che accoglie le dinamiche diegetiche resta l’archetipo moderno dell’urbano ma in un’ambigua possibilità di identificazione dei luoghi tra spaesamenti ottici e precisi riferimenti verbali; la città appare infatti nel film come sistema di interni, anche quando l’azione o il quadro si fissano su degli esterni, giacché la ripetizione dell’ attraversamento ne fa dei corridoi familiari, diventano allora evasivi i pochi scorci dell’incontro dei due protagonisti e vengono subito ricondotti allo spazio del cortile della scuola ripercorso descrivendo tante circonferenze in un’aspirazione dichiarata dai ragazzi a una strettissima “internità”: “ma se abbiamo appena cominciato”.
Ruggero Lancia





:::->SCHEDA TECNICA<-:::

[ Info sul file ]

Nome: Kids Return.avi
Data: 16/03/2009 09:24:49
Dimensione: 772,900,556 bytes (737.095 MB)

[ Info generiche ]

Durata: 01:43:24 (6204 s)
Tipo di contenitore: AVI OpenDML
Streams totali: 2
Tipo stream n. 0: video
Tipo stream n. 1: audio
Audio streams: 1
JUNK: VirtualDub build 24442/release

[ Dati rilevanti ]

Risoluzione: 576 x 320
Larghezza: multipla di 32
Altezza: multipla di 32

[ Traccia video ]

FourCC: divx/DX50
Risoluzione: 576 x 320
Frame aspect ratio: 9:5 = 1.8
Pixel aspect ratio: 1:1 = 1
Display aspect ratio: 9:5 = 1.8
Framerate: 25 fps
Frames totali: 155100
Stream size: 641,313,894 bytes
Bitrate: 826.968270 kbps
Qf: 0.179463
Key frames: 869 (0; 86; 87; 137; 138; ... 155085)
Null frames: 0
Min key int: 1
Max key int: 300
Key int medio: 178.481012
Ritardo: 0 ms

[ Traccia audio ]

Audio tag: 0x55 (MP3)
Bitrate (contenitore): 160 kbps CBR
Canali (contenitore): 2
Frequenza (contenitore): 48000 Hz
Chunks: 155088
Stream size: 124,079,494 bytes
Preload: 480 ms
Max A/V diff: 496 ms
Tipo: MPEG-1 Layer III
Chunk-aligned: No
Emphasis: none
Mode: joint stereo
Ritardo: 0 ms

[ Info sulla codifica MPEG4 ]

User data: DivX503b1977p
QPel: No
GMC: No
Interlaced: No
Aspect ratio: Square pixels
Quant type: H.263

[ Profile compliancy ]

Profilo da testare: MTK PAL 6000
Risoluzione: Ok
Framerate: Ok

:::->NOTE<-:::
La release include i sottotitoli in inglese
Info su Takeshi Kitano da wikipedia.
Film consigliati: Zatoichi, Brother, Dolls, Violent Cop

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